Vittorio Feltri è un imbecille. O forse no?

é da un po’ che non posto, benchè di cose da riportare in rete me ne siano capitate. Ieri per esempio sono stato a un’assemblea studentesca. Lasciamo perdere per il momento, se sono qui è per commentare un editoriale di Vittorio Feltri di oggi su “Il Giornale”, evidentemente scritto dopo una lunga notte in osteria in compagnia di Barbera e non so chi altri.

L’editoriale lo trovate interamente qui. Cercherò di riportarne solo alcuni passi, i più significativi. Lo scopo di tutto ciò è cercare di sostenere una tesi: Vittorio Feltri, per quello che ha scritto è un imbecille. Nel caso in cui non fosse un imbecille, bisognerebbe sostenere che sia solo in malafede. Nel caso in cui sia in malafede, bisognerebbe pensare che chi legge il Giornale senza criticare la stupidità del suo ex direttore sia un imbecille.

[…]poichè le borse d’Europa prendono una scoppola dopo l’altra, come mai chiedi soltanto le dimissioni del premier italiano e non quelle, per esempio, di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel?

Risposta del bambino di 5 elementare:

a) Berlusconi non ha una maggioranza abbastanza forte per condurre le riforme. La sua poca credibilità nell’attuare tali riforme vale all’estero, ma soprattutto in patria, visto che Bersani, Casini, Rutelli e perfino nel PDL si chiede un atto di discontinuità. Viceversa, in Francia questo problema non esiste del tutto, in Germania nonostante il cambiamento di colore del Bundesrat, la governabilità, anche per l’istituto della fiducia costruttiva, non è mai stata in discussione.


Se la caduta finanziaria di Piazza Affari dipende in gran parte dall’incapacità del presidente del consiglio, almeno a tuo giudizio
[di De Bortoli, a cui si rivolge nello scrivere l’articolo], per quale motivo l’analoga caduta di Parigi e Francoforte non dovrebbe dipendere dagli esecutivi francese e tedesco? 

b) le cadute di Parigi e Francoforte sono legate ai rischi delle banche francesi e tedesche di crollare, specie dopo il taglio di rating subito poche settimane fa da 3 grandi istituti creditizi francesi, a causa del paventato default greco e italiano, dato che queste banche detengono grosse quantità di questo debito. Se crolla la Grecia, le banche si possono salvare (350 miliardi di euro di debito di cui circa 80-90 miliardi detenuti da banche europee); se l’Italia va in default, crolla il sistema bancario italiano che detiene la maggior parte del debito, crolla quindi il sistema del risparmio italiano e di fatto s’innesca una spirale da cui uscire sarà impossibile; conseguenza di tutto ciò, le banche francesi e tedesche detengono enormi quantità di debito pubblico italiano e anch’esse fallirebbero. Ecco il motivo per cui gli investitori vendono (o non ricomprano) i titoli delle banche e dello stato italiano e fanno lo stesso coi titoli francesi e tedeschi. I governi francesi e tedesco non hanno potere su quello italiano, che è l’unico potenzialmente capace se non di fermare immediatamente, quantomeno di contenere i danni e nel lungo periodo risolvere la situazione. Detto che, mettendomi nei panni del risparmiatore medio, se avessi titoli italiani, francesi o tedeschi, con la minaccia del fallimento del referendum greco, venderei anche io i miei titoli.

[…] Se cambiando il timoniere si riuscisse a raddrizzare la nave, lo avrebbero cambiato anche i transatlantici francese e tedesco. Invece perchè si pretende di cambiare soltanto quello del veliero italiano?

Perchè di concreto ha fatto poco in 10 anni di governo e la sua credibilità è davvero limitata e lo riprova la pesantissima copertina del penultimo numero dell’Economist; perchè sta cercando di salvare la maggioranza attuale cercando una mediazione trai poli del suo stesso partito invece di allargare il dialogo alle opposizioni in maniera credibile a causa della sua distanza dalle idee democratiche che dovrebbero invece caratterizzare un leader politico di una grande democrazia; perchè non ha le capacità politiche necessarie in questo momento essendo sostanzialmente un volgare piccolo borghese arricchito che mai si è confrontato con la vera e alta politica.

I ritagli sono fatti secondo il criterio della “maggiore stupidità” dei commenti. Il resto dell’articolo di Feltri infatti sono al di sotto del luogo comune, mentre queste sono vere e proprie perle di ignoranza/malafede/idiozia.

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