Di Pietro e il partito carismatico

Qual’è il rischio che corre un partito il cui successo si basa unicamente sulla figura carismatica del proprio leader?

Un bell’esempio ce lo dà Antonio Di Pietro in questi giorni, con il suo smarcamento verso il centrodestra. è impossibile che Tonino entri nel governo o faccia patti con Berlusconi, su questo non c’è dubbio. Tuttavia le sue recenti dichiarazioni, unite al breve colloquio con Berlusconi alla Camera, fanno pensare alla volontà dell’ex magistrato di “risciacquare” il suo elettorato, anche perchè buona parte di esso è stato assorbito dalla rifondata sinistra radicale vendoliana.

Come dicevo, il rischio che corrono questi partiti è che i suoi elettori si trovino sballottati da una parte all’altra del parlamento (non solo figuratamente) poichè il proprio leader ha sentito un profumo nuovo nell’aria e ha quindi deciso di spostarsi da certe posizioni a certe altre. Questo in un partito basato sul congresso e su diverse anime è più difficile da realizzare, poichè la “governance” è il principio su cui si fonda. Quanti partiti del genere esistono in Italia? 1 solo. Il PD.

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