La maggior parte dei problemi degli uomini sono legati a due semplici considerazioni:

1) la vita è solo il confrontarsi di diverse volontà: la propria volontà conta solo in relazione ai propri mezzi oggettivi, che eventualmente la fanno prevalere su altre volontà.

2) ne deriva che conoscendo ciò che ci circonda, ma conoscendolo interamente (in senso prettamente hegeliano), è possibile porsi obiettivi alla portata della propria volontà per evitare la c.d. frustrazione. si può duque vivere felici o conoscendo tutto ciò che ci circonda e comportandosi di conseguenza, o disponendo di infiniti mezzi.

ne consegue in maniera molto leopardiana che la felicità assoluta è del tutto preclusa agli esseri umani, i quali si accontentano (e meno male) di mere sottrazioni da frustrazione e dolore.

la postilla a ciò è che sentimenti come compassione, simpatia e via dicendo alterano solo in parte queste considerazioni, poichè la pateticità e dunque la capacità di suscitare compassione è di fatto un mezzo oggettivo per raggiungere i propri fini.

 

o forse ho solo bevuto troppa vodka anche stasera…

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